Quanto sono consapevoli le Direzioni delle carenze della Qualità nella propria Azienda?

La Qualità è fatta di elementi così frammentati che è difficilissimo per il Quality Manager identificarli, ricostruirli e intervenire per fare Miglioramento Continuo. Per questo, il problema della qualità in Azienda non è solo un problema ‘culturale’ ma anche di organizzazione del lavoro.

E se i miglioramenti sono continui negli anni diventano ‘una rivoluzione’.

Avete qualche esperienza in questo senso da condividere?

7 pensieri su “Quanto sono consapevoli le Direzioni delle carenze della Qualità nella propria Azienda?

  1. l problema della gestione della qualita’ non e’ tanto cio’ che i manager non sanno, quanto cio’ che pensano di sapere.
    (Philip B. Crosby)

    Ora sono in pensione. Quando lavoravo vedevo manager affannarsi per portare a casa una pagliuzza d’oro dai clienti quando nella loro ditta avevano una montagna d’oro da estrarre.

    • caro Diego,
      un capitolo del mio ultimo libro “Il Manager realizzatore” l’ho proprio intitolato “Tenere gli occhi aperti” perché sono convinto da sempre che la direzione debba possedere la consapevolezza che esiste “una realtà”, che deve essere la base di partenza per realizzare il cambiamento e per migliorare.
      La realtà parla. La realtà ci parla… Questo è uno dei concetti più importanti da fare nostri se vogliamo essere veramente dei realizzatori.
      Il bagno nella realtà – ovvero andare “a gemba” – va fatto con molta umiltà e senza preconcetti, se si vogliono cambiare le cose.

      Parlare con tutti, osservare e fare domande concrete. Si potranno, così, ottenere informazioni preziose e aspetti che di norma non vengono a galla.
      Concludo segnalandoti come la parola “occhi” sia quella più ricorrente anche nell’opera del Sommo Poeta, la Divina Commedia (212 volte). Non è certamente un caso…

      Colgo questo spunto per girare la domanda al popolo della rete: secondo voi quali dovrebbero essere le “lenti potenti” che possono aiutare il manager realizzatore a scrutare meglio la realtà?

  2. Pingback: Lean Solutions

  3. Credo che la realtà italiana sia per la maggior parte “popolata” da industriali improvvisati che poco sanno e poco fanno per la Qualità nella propria azienda. Come leggo nei suoi libri, la situazione corretta è “il 4 gatti della qualità”, perchè nessun’altro se ne interessa. E il disinteresse nella maggior parte dei casi (gli insuccessi) partono dalla Direzione.
    Ho poca esperienza nel mondo del lavoro, lavoro dal 2001, sono responsabile della qualità dal 2003. Per quel poco che ho visto la realtà è piuttosto deludente e la maggior parte delle aziende tende a volere un “sistema normato” essenziale per avere quel pezzo di carta che permetta di far vedere ai clienti che siamo certificati. Nessun progetto, nessuna azione, nessun piano rivolto alla Qualità parte da qualsiasi area, …sono “il solo gatto della qualità”.

    Purtroppo anche in ambito Lean Production si fatica molto. La realtà italiana è piena di manager che “pensano di sapere tutto”, direttori che investono nella maniera sbagliata (in persone, processi e cose che non portano valore aggiunto, e che, se rimosse, nessuno se ne accorgerebbe)… I “mali azienzali” li abbiamo proprio tutti, e, all’Italiana, spesso sappiamo anche inventarceli.

    Ho letto i suoi libri. Per me sono veramente un riferimento, il Top per chi vuole capire come fare la Qualità in Azienda. Grazie!!!

    • Fa piacere sapere che, nonostante tutto, ci siano persone come te fortemente sensibili alla questione.
      Forse la forza del web potrà contribuire a diffondere sempre di più l’approccio scientifico al lavoro, a tutti i livelli aziendali. E forse “i gatti”, che fanno sentire la propria voce, aumenteranno!
      E’ proprio con questi stimoli e intenti che nel 1989 ho ideato e promosso in Italia la Campagna Nazionale Qualità e Innovazione che quest’anno è giunta alla 24ª edizione e si tiene sempre nella seconda settimana di novembre. Questa Campagna di comunicazione condivisa, anche quest’anno in dirittura d’arrivo con l’adesione di molte aziende, ha l’obiettivo non solo di sensibilizzare/comunicare/promuovere la Qualità ma anche di creare una community di aziende italiane orientate al “Fare Qualità” perché riconoscono il “Made in Quality” un valore strategico e determinante per lo sviluppo del nostro Paese.
      Mi scrivi che sei Responsabile della Qualità… perché non ti fai portavoce nella tua azienda di questa iniziativa facendone emergere i vantaggi correlati? Ti lascio i riferimenti del mio Ufficio Relazioni Esterne che potrà darti tutte le informazioni e i dettagli per saperne di più relazioni.esterne@galganogroup.it – 3356400493

      Come riportato nell’articolo di Raffaello Masci su La Stampa.it del 4 settembre dal titolo “Si lavora (tanto), ma si lavora male”, la questione è soprattutto come si lavora, più del quanto. Ti segnalo un libro del mio collega Alberto Viola “A Gemba! Guida operativa per la produzione snella” (Guerini e Associati Editore – è una novità uscita in luglio). Si tratta di un manuale concepito per l’uso pratico nel lavoro quotidiano utile a chi vuole appunto “andare a gemba” mettendo veramente in pratica il Sistema Lean. Il termine “gemba” indica, infatti, il luogo in cui si realizza “valore” per il cliente. “Gemba” è il reparto, il luogo della produzione materiale di un oggetto, dove ogni singola componente del processo produttivo deve essere regolata da operazioni semplici, chiare e ordinate. Andare “A Gemba” è determinante se si vogliono vedere, e quindi eliminare, problemi e sprechi. Fammi sapere cosa ne pensi! L’autore ha anche aperto un forum per dibattere l’argomento http://lnx.galganogroup.com/forum/

      • La ringrazio per i consigli, pensi che ho appena stampato (questa mattina) i riferimenti dei vostri due nuovi titoli che non ho ancora visionato: “A Gemba” e “L’operatore come piccolo scienziato”. Che casualità!

        Parlando con colleghi che fanno il mio stesso lavoro si trovano sempre le stesse problematiche in ogni azienda, e, come dice lei, “sembra” (e forse è così!) che ci sia più interesse nella Qualità da parte di chi la gestisce anzichè dalla Direzione.
        Purtroppo la mia azienda ha anche diverse aggravanti su questo: il “parentado” e le raccomandazioni. Queste figure purtroppo vengono inserite in posizioni strategiche, come responsabili, e quindi l’intento della nostra Direzione è quello di non fare troppa formazione per evitare di far vedere dove stanno i veri problemi nell’azienda. …Che realtà!

        Per il momento vedrò di leggermi i vostri due libri, sicuramente molto interessanti e illuminanti.
        Per quanto riguarda l’azienda dove lavoro… per me è solo questione di occasioni per andarmene, come hanno fatto in molti, peccato che questo periodo non è molto ricco di opportunità.

        La ringrazio molto per la risposta, mi ha fatto molto piacere sentire che ci sono altre persone a cui piace fare le cose bene e impegnarsi verso la Qualità. Grazie anche per il consiglio di lettura!

        Buona giornata!

        PS: Tengo in considerazione i vostri recapiti, sicuramente vedrò di proporre la partecipazione nel mio futuro posto di lavoro. Pubblicizzo intanto tra i miei amici del settore.

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